Il vino si toglie dal fermentatore quando la fermentazione ha raggiunto il punto desiderato e il vino deve essere separato dalle vinacce, dalle fecce grossolane o dai depositi che si sono formati durante la lavorazione.

Non esiste un giorno valido per tutti, perché il momento giusto dipende dal tipo di vino, dalla temperatura, dal vitigno, dalla quantità lavorata, dallo stile che si vuole ottenere e dall’andamento della fermentazione. In generale, prima di travasare o svinare è importante verificare che la fermentazione sia terminata o che sia arrivata alla fase prevista dal processo.

Per questo non conviene basarsi solo sul calendario. Il controllo più affidabile avviene osservando il rallentamento dell’attività fermentativa, misurando la densità o gli zuccheri residui e valutando lo stato del vino insieme a chi segue la vinificazione.

Quando togliere il vino dal fermentatore in breve

Il vino va tolto dal fermentatore quando:

  1. la fermentazione alcolica è terminata o ha raggiunto il punto previsto;
  2. la densità risulta stabile per più misurazioni consecutive;
  3. l’attività del gorgogliatore o della fermentazione visibile rallenta molto;
  4. le vinacce hanno ceduto colore, aromi e tannini sufficienti, nel caso dei vini rossi;
  5. si vuole separare il vino dalle fecce grossolane per evitare odori o sapori indesiderati;
  6. il vino deve essere trasferito in un contenitore per affinamento o conservazione;
  7. l’enologo o il responsabile di cantina ritiene conclusa la fase di fermentazione o macerazione.

In pratica, il vino non si toglie dal fermentatore “dopo un numero fisso di giorni”, ma quando fermentazione, densità e obiettivo enologico indicano che è il momento corretto.


Che differenza c’è tra svinatura e travaso?

Svinatura e travaso non sono la stessa cosa, anche se spesso vengono confusi.

La svinatura riguarda soprattutto i vini rossi e consiste nel separare il vino dalle parti solide dell’uva, cioè bucce, vinaccioli ed eventuali residui di vinificazione. Avviene dopo la macerazione e serve a interrompere il contatto tra vino e vinacce.

Il travaso, invece, è il trasferimento del vino da un contenitore a un altro per separarlo dai depositi che si formano sul fondo, chiamati fecce. Può avvenire dopo la fermentazione, durante l’affinamento o in altre fasi della conservazione.

In modo semplice: con la svinatura si separa il vino dalle vinacce; con il travaso si separa il vino dai depositi.

Dopo quanti giorni si toglie il vino dal fermentatore?

I tempi possono variare molto. In alcune vinificazioni il vino viene tolto dal fermentatore dopo pochi giorni, in altre dopo una o due settimane, in altre ancora dopo tempi più lunghi, soprattutto se si vuole prolungare la macerazione.

Per i vini rossi, la svinatura avviene spesso al termine della fermentazione alcolica o quando l’estrazione dalle bucce è considerata sufficiente. Alcune fonti divulgative indicano il primo travaso dei vini rossi dopo circa 15-20 giorni dalla pigiatura oppure dopo due o tre settimane dalla fermentazione, ma si tratta di riferimenti generali, non di una regola valida per ogni cantina.

Per i vini bianchi, invece, la gestione è diversa: di solito si lavora senza lunga macerazione sulle bucce e il trasferimento può avvenire in funzione della chiarifica del mosto, della fermentazione e della separazione dalle fecce.

Come capire se la fermentazione è finita?

Il segnale più sicuro è la misurazione. Quando la densità resta stabile per più controlli consecutivi e gli zuccheri sono stati trasformati secondo l’obiettivo previsto, la fermentazione alcolica può considerarsi conclusa o comunque arrivata alla fase desiderata.

I segnali visivi aiutano, ma non bastano. Il gorgogliatore può rallentare, la produzione di schiuma può diminuire e il cappello di vinacce può cambiare aspetto, ma questi elementi non sostituiscono il controllo analitico.

Una fermentazione che sembra ferma potrebbe essere semplicemente lenta o problematica. In caso di dubbi, è meglio non travasare in modo affrettato e confrontarsi con un tecnico o un enologo.

Perché non lasciare troppo a lungo il vino sulle fecce grossolane?

Dopo la fermentazione, sul fondo del fermentatore possono accumularsi fecce grossolane, residui di lieviti, parti solide e sostanze che, se lasciate troppo a lungo a contatto con il vino, possono influenzarne il profilo aromatico.

Il travaso serve proprio a separare il vino limpido o parzialmente chiarificato da questi depositi. In alcuni casi, la permanenza sulle fecce fini può essere una scelta enologica voluta, ma è diversa dal lasciare il vino su depositi grossolani non gestiti.

La UC Davis, parlando di fermentazioni problematiche, segnala che in alcune situazioni può essere necessario travasare il vino dalle fecce di lievito prima di tentare una ripresa della fermentazione; questo conferma quanto il contatto con i depositi vada gestito con attenzione e non lasciato al caso.

Cosa succede se si travasa troppo presto?

Travasare troppo presto può interrompere o disturbare una fermentazione non ancora conclusa. Se il vino viene separato dai lieviti quando ci sono ancora zuccheri da trasformare, si può rischiare una fermentazione incompleta, lenta o difficile da gestire.

Inoltre, un travaso anticipato può aumentare l’esposizione all’ossigeno in un momento delicato. Questo non significa che il travaso durante la fermentazione sia sempre sbagliato: alcune tecniche lo prevedono, ma devono essere gestite con criterio.

Per una vinificazione ordinaria, soprattutto in piccoli laboratori o produzioni non industriali, è meglio verificare prima l’andamento della fermentazione e non decidere solo “a occhio”.

Cosa succede se si travasa troppo tardi?

Travasare troppo tardi può esporre il vino a un contatto prolungato con depositi indesiderati. Questo può favorire odori sgradevoli, perdita di freschezza o difetti, soprattutto se le fecce sono grossolane e non vengono gestite correttamente.

Il rischio aumenta se il contenitore non è colmato bene, se la temperatura è alta o se il vino rimane in condizioni poco controllate. Per questo, una volta terminata la fermentazione e depositate le fecce, il travaso va programmato con attenzione.

Si travasa allo stesso modo vino rosso e vino bianco?

No. Il vino rosso e il vino bianco seguono processi diversi.

Nel vino rosso, il mosto fermenta spesso a contatto con bucce e vinacce. Il momento della svinatura dipende quindi anche dall’estrazione desiderata: colore, tannini, struttura e aromi. Togliere il vino dal fermentatore significa spesso separarlo dalle parti solide e proseguire poi con travasi e affinamento.

Nel vino bianco, invece, l’obiettivo è di solito preservare freschezza, pulizia aromatica e finezza. La separazione dai depositi può avvenire con maggiore attenzione alla limpidezza del mosto o del vino, evitando contatti eccessivi con fecce grossolane.

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